Emanuele Sbacchi - Terapia del Dolore - Ozonoterapia






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Oppiacei e rischio overdose non intenzionale


Gli oppiacei a durata d’azione prolungata sono stati associati ad un rischio più che raddoppiato di dare luogo a fenomeni di overdose non intenzionali rispetto alle formulazioni a breve durata d’azione. Nelle prime due settimane di assunzione, inoltre, il rischio risulta aumentato di più di 5 volte.
Questi dati, derivanti da uno studio su più di 840.000 soggetti condotto da Matthew Miller dellaNorteastern University di Boston, potrebbero suggerire che i medici che considerano rischi e benefici dell’introduzione di diversi regimi basati sugli oppiacei, dovrebbero tenere in considerazione non soltanto le dosi giornaliere prescritte, ma anche la durata dell’azione del farmaco, favorendo ove possibile gli agenti a breve durata d’azione, specialmente durante le prime due settimane di terapia.
Alcuni studi precedenti avevano riscontrato che dosi elevate di oppiacei sono associate ad un maggior rischio di overdose, ma pochi studi avevano preso in considerazione la durata dell’azione ai fini di questo rischio. La frequenza dei fenomeni di overdose, peraltro, potrebbe essere stata sottostimata in quanto gli eventi potrebbero passare inosservati in caso di decesso del paziente, oppure se quest’ultimo non ricerca assistenza medica.

Peridurolisi secondo Racz o lisi delle aderenze per via peridurale

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In cosa consiste/che cos'è?

Con il termine peridurolisi (o lisi delle aderenze per via peridurale) si definisce quella procedura antalgica che consiste nella somministrazione di una miscela di farmaci (un mix di ialuronidasi, cortisone a lento rilascio, anestetico locale e soluzione fisiologica), chiamata miscela di Racz, nello spazio epidurale al fine di ottenere uno "sbrigliamento" funzionale della o delle radici nervose compresse in seguito ad un pregresso intervento chirurgico sul rachide (ad esempio per ernia discale) o da aderenze insorte in seguito a patologie infiammatorie o degenerative del rachide (ernia discale, stenosi del canale).

Le aderenze cicatriziali infatti, stirando o comprimendo la radice nervosa, contribuiscono a sostenere il dolore radicolare.

La nostra metodica si avvale della possibilità di individuare la radice o le radici sensitive anche mediante stimolazione elettrica ed evocazione di risposte sensitive opportune.


Quando è indicato il suo utilizzo?

Questa procedura viene indicata in caso di:
- Dolore post-intervento di chirurgia vertebrale altrimenti noto come Failed Back Surgery Syndrome (FBSS)
- Stenosi lombare
- Dolore persistente lombare da spondiloartrosi
- Lombosciatalgia ricorrente
- Inefficacia o efficacia temporanea di una o più peridurali

Come avviene la procedura?

Ecm: sanzioni per chi non si aggiorna, se ne occuperà la prossima Commissione

«Non ho letto il dispositivo della sentenza di Cassazione, ma nel caso dei medici e odontoiatri una sentenza come quella relativa ai notai e confermata dalla Suprema Corte in questo momento sarebbe difficilmente applicabile perché finora le sanzioni per chi non si aggiorna non sono specificate. Uno dei primi impegni della nuova Commissione Ecm sarà quello di discutere dell'apparato sanzionatorio. In merito, siamo al
bivio: si parla tanto di sanzioni ai medici che non si aggiornano quanto, in alternativa, di incentivi a chi si aggiorna». Paolo Messina, componente della Commissione Nazionale per la Formazione Continua espresso dal Ministero della Salute, è molto interessato alla recente sentenza di Cassazione 9868 che ha confermato la sanzione dell'avvertimento per un notaio piemontese che non aveva conseguito i crediti formativi sufficienti per il biennio 2008-09 (pubblicata su Odontoiatria 33). Il notaio si era difeso affermando che le sanzioni erano state previste da fonte normativa ordinamentale (legge) dal 2009, ma in realtà il codice deontologico dei notai le prevedeva dal 2008 e decorrevano con il nuovo biennio di acquisizione crediti. La Cassazione ha confermato la sentenza della Corte d'Appello cui il notaio si era rivolto avverso la decisione ordinistica. E per i medici? Il decreto legge 138 del 2011 (articolo 3 comma 5b) prevede che entro il 13 agosto 2012 avrebbero dovuto essere fissate "sulla base dell'ordinamento professionale" le sanzioni per chi al termine del ciclo Ecm non avesse conseguito il punteggio atto a dimostrare l'avvenuto aggiornamento. Tra il 2012 e il 2014 però la legge non fu regolamentata. L'anno scorso il nuovo codice deontologico ha inserito all'articolo 19 che, così come certifica i crediti acquisiti, l'Omceo certifica eventuali inadempienze del medico o dell'odontoiatra. Ma di sanzioni nessuna traccia. «Oggi si discute di meccanismi incentivanti anche in luogo delle sanzioni, ma il dibattito è molto aperto - dice Messina - e per la verità è anche un po' fermo perché la precedente Commissione nazionale Ecm è terminata il 15 marzo e si riunisce tuttora in prorogatio; ma per mettere le mani a temi "pesanti" si attende l'insediamento della nuova che dovrebbe avvenire tra la fine di questo mese e giugno. Secondo lo schema previsto, le sanzioni vanno determinate dalla Commissione ma è da vedere se debbano essere applicate dagli Ordini -ad esempio dai singoli Omceo provinciali - o dalla Fnomceo o disciplinate con specifici meccanismi. E' un percorso tutto da costruire».

Mauro Miserendino

Apixaban, nuove indicazioni rimborsabili Ssn



L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha dato via libera alla rimborsabilità di apixaban, anticoagulante orale (Eliquis di Bristol-Myers Squibb e Pfizer), nel trattamento della trombosi venosa profonda (Tvp) e dell'embolia polmonare (Ep) e nella prevenzione delle recidive di Tvp ed Ep negli adulti. La decisione è stata pubblicata il 23 maggio 2015 sulla Gazzetta Ufficiale. Apixaban è un inibitore orale diretto del Fattore Xa: agisce prevenendo la produzione di fibrina e la formazione di trombi. Il farmaco è già approvato per la prevenzione dell'ictus cerebrale e dell'embolia sistemica nei pazienti con Fibrillazione atriale non valvolare e per la prevenzione del tromboembolismo venoso (Tev) nei pazienti sottoposti a chirurgia elettiva protesica dell'anca e del ginocchio. Due gli studi che, grazie a risultati positivi, hanno portato all'autorizzazione della nuova indicazione, il primo Amplify (Apixaban for the initial management of pulmonary embolism and deep venous thrombosis as first-line therapy) è un trial di non-inferiorità multicentrico, in doppio cieco, randomizzato, che ha arruolato 5.395 pazienti con Tvp o Ep sintomatica, oggettivamente confermata, trattati per sei mesi (2.691 randomizzati ad apixaban e 2.704 alla terapia convenzionale costituita da enoxaparina e warfarin). Il secondo, Amplify-Ext (Apixaban after the initial management of pulmonary embolIsm and deep venous thrombosis with first-line therapy-Extended Treatment) è un trial di superiorità, multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, della durata di 12 mesi, che ha coinvolto 2.486 pazienti, 842 randomizzati ad apixaban 2,5 mg b.i.d, 815 ad apixaban 5 mg b.i.d e 829 a placebo, con pregresso Tev, trattati per 6-12 mesi con terapia anticoagulante prima dell'arruolamento.


link fonte: Apixaban, nuove indicazioni rimborsabili Ssn

Ibuprofene ad alte dosi, Ema conferma rischi: Ue recepisca avvertenze


Al termine della revisione effettuata dal Prac, l'Ema conferma la necessità di aggiornare le informazioni dei medicinali contenenti ibuprofene con le raccomandazioni emerse, cioè il lieve incremento di rischio di problemi cardiovascolari, come infarto e ictus, nei pazienti che assumono medicinali contenenti ibuprofene ad alte dosi (pari o superiori a 2.400 mg al giorno). Le stesse raccomandazioni valgono anche per dexibuprofene, per il quale si intende dose elevata quella pari o superiori a 1200 mg al giorno, mentre dosi di ibuprofene inferiori o uguali a 1.200 mg al giorno, che corrispondono alla dose massima presente nei medicinali da banco, da assumersi per via orale, in commercio nell'Unione europea (Ue), non comportano alcun aumento del rischio cardiovascolare. Per ridurre al minimo il rischio cardiovascolare, le dosi più elevate devono essere evitate nei pazienti con gravi concomitanti patologie cardiache o circolatorie e nei soggetti che hanno già avuto precedentemente un attacco cardiaco o un ictus.

Infiltrazioni Articolari Ecoguidate


    Artrocentesi 
    L'artrocentesi è l'operazione di svuotamento di raccolte patologiche di liquidi a livello di cavità articolari. 
    E' una pratica di comune svolgimento in ambito reumatologico ed ortopedico, ed assume un significato sia diagnostico (biopsia) che terapeutico, riducendo il  disconforto causato dalla pressione esercitata dal gonfiore intra-articolare.
    L'esistenza di un'artrite può richiedere la realizzazione di un'artrocentesi, specialmente nei casi di sospetta artrite infettiva. L'aspirazione intra-articolare ecoguidata è particolarmente utile nei casi di ridotto accumulo di liquidi. L'ingresso dell'ago viene diretto verso l'accumulo di liquido aiutandosi con una leggera compressione manuale in modo da evacuare alcuni recessi articolari permettendo di svolgere l'intera proceduta in un punti più accessibile.

    Infiltrazioni Intra-Articolari 
    Le terapie intra-articolari sono estesamente utilizzate. Uno dei vantaggi principali di tali tecniche è rappresentato dalla possibilità di introdurre i preparati farmacologici direttamente nel sito d'azione richiesto. Numerosi dati in letteratura riportano, per le iniezioni di corticosteroidi intra-articolari, risultati positivi nei soggetti affetti da osteoartrosi o artriti infiammatorie.

    Negli ultimi 10 anni, dati derivati da trial riguardanti l'uso di derivati dell'acido ialuronico per via intra-articolare nei casi di osteoartrosi, hanno suggerito effetti positivi anche per questo tipo di trattamento.
    Questo glicosamminglicano è infatti un farmaco strutturale che aumenta le proprietà visco-elastiche dei fluidi sinoviali, oltre ad avere un effetto anti-infiammatorio. L'obiettivo della terapia di viscosupplementazione a livello articolare è quello di alleviare il dolore e l'infiammazione, ripristinando le normali capacità funzionali del paziente.

    Articolazione del ginocchio

Algologia e Algologo


L'algologo non è il terapista del dolore e il suo compito primario non è quelllo di eseguire la terapia del dolore ma porne la diagnosi patogenetica e sceglierne la cura

E' auspicabile che in avvenire gli algologi nascano tali e si sentano tali e non più anestesisti, neurologi o neurochirurghi dediti all'algologia; è su questi concetti che si deliniea il profilo dell'algologo, ovvero lo specialista che sulla base della conoscenza della fisiopatologia e della semeiotica del dolore è in grado di porre la diagnosi patogenetica del dolore e di decidere il trattamento adeguato che può essere di competenza sua come di altri specialisti. 

Posto che quel che definisce l'algologo è la competenza diagnostica, sul piano terapeutico ogni algologo deve dedicarsi ad un settore (farmacologico, comportamentale o chirurgico) a seconda della personale attitudine e specifica preparazione in paritetico scambio di competenze con altri per eseguire le terapie che esulano dalla sua routine. Va superata la tendenza del medico ad "attaccarsi tenacemente al suo paziente e sperimentare tutti i metodi terapeutici con i quali ha familirità, anche quando le probabilità di successo sono inadeguate".

Purtroppo finchè gli algologi eseguiranno l'algologia come attività collaterale di una discplina che prevede altri compiti totalmente differenti, la maggior parte della pratica clinica algologica rimarrà compito di ogni medico che nell'ambito della propria specialità incontra pazienti con dolore. In queste condizioni, i pazienti continueranno ad essere senza diagnosi algologica. L'importanza sociale ed umanitaria del gran numero di pazienti con dolore persistente o cronico mertita l'attenzione della classe medica specializzata affinchè i malati non siano considerati incurabili o inadeguatamente trattati da improvvisati terapisti del dolore o da specialisti che, pur preparati nella loro disciplina, non sono algologi. 

"La chirurgia percutane del dolore"
G. Orlandini
Antonio Delfino Editore
2011

J.J. Bonica [1990] affermò che il dolore cronico è "uno dei problemi sanitari e sociali più grave e pressante perchè affligge annualmente milioni di individui ed il sollievo è insufficiente per molti pazieni". Egli calcolò che per questa causa negli USA nel 1986 furono persi oltre 400.000.000 di giornate lavorative con un costo comprensivo dell'assistenza sanitaria, degli indennizzi e dei compensi legali di 79.000.000.000 di dollari. 

"The Management of Pain"
J.J. Bonica
1990

Sindrome delle Faccette Articolari



Introduzione
Questa sindrome consiste nel deterioramento delle faccette articolari (o articolazioni zigo-apofisarie).
Ogni vertebra è collegata a quella sopra e quella sotto attraverso le "faccette aricolari". Queste sono delle piccole articolazioni che si trovano lateralmente alle vertebre e hanno il compito di stabilizzare la colonna vertebrale e limitare i movimenti eccessivi.


Danno articolare
La “sindrome faccettaria” occorre quando le articolazioni vengono sforzate e danneggiate. Il danno può essere dovuto al graduale e quotidiano logoramento ma anche a traumatismi della schiena e del collo, e avviene dopo la degenerazione di un disco intervertebrale.
La cartilagine che tappezza le faccette articolari viene progressivamente distrutta. Le articolazioni diventano dolenti e rigide. Le ossa delle due vertebre si sfregano e questo può portare alla formazione di escrescenze di osso sul bordo delle articolazioni (chiamate “osteofiti”).

OZONOTERAPIA INTRADISCALE




L’Ozonoterapia intradiscale prevede la somministrazione di una miscela di Ossigeno-Ozono all’interno del disco intervertebrale. E’ nota anche come Ozonolisi intradiscale. Il posizionamento dell’ago può avvenire sia con guida TAC che attraverso l’uso di un amplificatore di brillanza.
 

L’Ozonoterapia intradiscale richiede una semplice anestesia locale ed è pressochè indolore.
Rappresenta la tecnica di Ozonoterapia più vicina al concetto chirurgico di risoluzione del problema ernia discale. Si pone infatti come obbiettivo di decomprimere il disco riducendone il volume, non solo dirisolvere l’infiammazione delle radici nervose.

La tecnica ha attualmente una letteratura scientifica solidissima, con più di 20000 casi pubblicati negli ultimi 15 anni. L’indicazione principale è rappresentata da

INFILTRAZIONI INTRAFORAMINALI TAC/RX GUIDATE


Il trattamento con miscela di Ossigeno-Ozono in sede intraforaminale prevede l’uso di un Amplificatore di brillanza o della TAC per il preciso posizionamento dell’estremità dell’ago nel punto di uscita del nervo  infiammato dal canale spinale. Il trattamento è eseguito dopo un’accurata disinfezione della cute, seguita da un’anestesia locale con ghiaccio spray. Raramente risulta dolorosa per il paziente che, dopo circa 15-20 minuti, può ritornare al suo domicilio.
Questa tecnica rappresenta l’evoluzione ed il perfezionamento delle classiche somministrazioni paravertebrali. L’Ozono arriva esattamente sulle radici nervose sofferenti a causa dell’ernia o della protrusione. L’uso delle apparecchiature radiologiche permette di verificare in continuo l’accuratezza della metodica.

Infiltrazioni epidurali e peridurali

Infiltrazioni epidurali e peridurali

Le infiltrazioni epidurali (o peridurali) di cortisone sono una terapia utilizzata per molti tipi lombalgia e per il dolore alle gambe causato dall’infiammazione del nervo sciatico o dall’ernia del disco.

L’obiettivo dell’iniezione è alleviare il dolore, a volte alcune infiltrazioni sono sufficienti per alleviare il dolore.
Tuttavia questa cura si dovrebbe effettuare in combinazione con un programma di riabilitazione globale per avere dei benefici a lungo termine e per agire sulla causa del mal di schiena.
La maggior parte dei medici sono d’accordo che, mentre gli effetti dell’iniezione sono generalmente temporanei, possono ridurre i sintomi per un periodo che va da una settimana fino a un anno.
Le infiltrazioni epidurali possono essere molto utili per un paziente durante un episodio acuto di dolore alla schiena o alle gambe. Inoltre, un‘iniezione di cortisone può dare sufficiente sollievo dal dolore per consentire al paziente di progredire con un programma di stretching ed esercizi riabilitativi. Se l’iniezione iniziale è efficace per un paziente, si possono fare fino a tre infiltrazioni all’anno.
Oltre alla parte inferiore della schiena (regione lombare), le iniezioni epidurali di cortisone si effettuano per alleviare il dolore cervicale (nella regione del collo) e toracico (dorsale).

Efficacia delle iniezioni epidurali

Ricovero Terapia del Dolore Palermo


Per i Pazienti fuori sede o per i casi più complessi, come per pazienti non deambulanti e che quindi non possono recarsi in ambulatorio, è possibile essere alloggiati presso struttura sita in Via Generale Arimondi 1/Z;

la suddetta struttura è una Comunità Alloggio per Anziani regolarmente autorizzata dall'asp di Palermo ed iscritta all'albo comunale

Il Dott. Sbacchi è il Direttore Sanitario.

presso questa struttura il Paziente potrà essere ospitato in ambiente familiare e confortevole, essere assistito con sistemazione alberghiera e, potrà inoltre, essere sottoposto a terapia del dolore secondo le indicazioni


CASO CLINICO - Guarigione Ulcere - Piaghe - Ferita Chirurgica - Piaga Diabetica - Piaga da decubito


L’OZONOTERAPIA e’ un validissimo e potente aiuto in tutte le condizioni nelle quali si verifica una condizione di sofferenza/lesione della cute e dei tessuti sottocutanei:


- Ulcere/Piaghe causate da Arteriopatie di vario grado
- Ulcere/Piaghe causate da deficit del Distretto Venoso e Linfatico
- Ulcere/Piaghe causate da Ferite
- Ulcere/Piaghe causate da Vasculopatia Diabetica
- Ulcere/Piaghe causate da Neuropatia Vascolare
- Ulcere/Piaghe causate da Interventi Chirurgici e/o Traumi compresi trapianti di tessuti
- Ulcere/Piaghe causate da Decubito in pazienti immobilizzati a letto o in sedia
  

Applicazioni:

- Grande Autoemotrasfusione - GAET o insufflazione rettale (questa e’ addirittura piu’ efficace se effettuata tutti i giorni per 2 settimane con 100cc di O2-O3 con O3 a 30mcgr/ml). Il sangue venoso viene riossigenato. L'elasticità della parete del globulo rosso aumenta ed aumenta anche la sua capacità a legare l'ossigeno ed a distribuirlo ai tessuti. Il globulo rosso, più elastico e più ricco di ossigeno, può arrivare meglio nei capillari più piccoli, portando ossigeno in territori carenti o non più ossigenati direttamente. Questo determina un potente stimolo alla formazione di nuovi vasi sanguigni, condizione indispensabile per l’apporto delle sostanze utili per quel tessuto (per esempio i nuovi piccoli vasi presenti nell’osso potranno portare nuovamente il Calcio e le sostanze necessarie per ricostruire l’osso osteoporotico). 
Si liberano molecole importanti nel sangue (interleuchine, citochine, interferone, ecc.), che danno una potentissima spinta al sistema immunitario, con conseguente sua regolazione e massima utilizzazione.


- Effetto Camera Iperbarica: Si pone l’arto inumidito in un sacchetto di plastica in cui viene tolta l’aria ed immesso ozono a concentrazione elevate le prime volte poi bassa nelle sedute successive. Creando un ambiente perilesione con alta concentrazione di O3 gli effetti sono molteplici: Si crea una ossigenazione diretta dei tessuti dove la cute non è integra; si mantiene sterile la ferita creando iperossia evitando le gravissime infezioni che spesso sono la causa della mancata guarigione.


Di seguito un Caso Clinico trattato presso il nostro 'ambulatorio:
Paziente: Uomo, 60 anni, sottoposto ad intervento chirurgico alla coscia destra con asportazione del vasto laterale e parte del quadricipite femorale con innesto cutaneo prelevato dalla coscia sinistra.

SEGUONO IMMAGINI DELLA FERITA CHE POTREBBERO NON RISULTARE GRADEVOLI ALLA VISTA DA PARTE DI PERSONALE NON SANITARIO 

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Cos'è l'ozono

E' un gas; è composto da molecole di ossigeno che vengono "elettrificate" attraverso il passaggio in apposite apparecchiature medicali. Da tre molecole di ossigeno se ne formano due di ozono e mentre l'ossigeno ha la formula chimica O2, l'ozono ha la formula chimica O3. Per questa ragione è una molecola molto instabile e la sua efficacia terapeutica dev'essere garantita da un'immediata inoculazione rispetto al prelievo dall'apparecchiatura. L'ozono ha un odore caratteristico, a differenza dell'ossigeno che non ne ha alcuno; ed è, rispetto a quest'ultimo, irritante e dannoso per le vie respiratorie e gli occhi. Per questo motivo si deve porre attenzione a non disperderne nell'ambiente, anche se ciò è molto improbabile; infatti, nel caso si prelevi con siringa dall'apparecchio, l'erogazione avviene solo premendo questa sull'apposito valvolino a tenuta. Una fuoriuscita accidentale può accadere se non si fa attenzione alla pressione di erogazione, trattenendo lo stantuffo della siringa, che potrebbe altrimenti essere spinto verso l'alto ed espellere il gas nell'aria circostante. Per quanto concerne l'erogazione di ozono su lesioni ulcerose cutanee attraverso sacchetti a tenuta, la dispersione è evitata dall'azionare appositi sistemi di aspirazione dell'ozono nello stesso apparecchio che lo eroga, prima di rimuovere il sacchetto. La CEE ha stabilito che la concentrazione "tossica" di ozono nell'ambiente è di 0,3 milligrammi per metro cubo. La percezione olfattiva dell'ozono avviene a concentrazioni di molto inferiori a questa (0,02 mg/m3) e perfino una perdita accidentale di piccole quantità di gas è del tutto innocua e non deve assolutamente allarmare.
L'ozono, così come l'ossigeno, viene rapidamente diffuso nel sangue, che ne è avido, ed assorbito; e proprio per questo motivo, è impossibile il verificarsi di embolie.




Le leggende metropolitane.

OZONO E ANCA (Coxartrosi e Coxalgia) Caso Clinico

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OZONO E ANCA
Coxartrosi e Coxalgia



 L’artrosi dell’anca è una malattia degenerativa dell’articolazione dell’anca ed è caratterizzata da una progressiva erosione della cartilagine che riveste la testa del femore e l’acetabolo che l’accoglie.

Cause
Non esiste una vera e propria causa ma sono molteplici i fattori che favoriscono l’insorgenza di questa patologia:
- Età: nelle persone giovani e sane è pressoché inesistente.
- Caratteristiche dell’articolazione: la grande mobilità dell’anca la rende più esposta all’usura e il carico corporeo ne aumenta la compressione tra le ossa.
- Ereditarietà: i pazienti che soffrono di artrite hanno almeno un genitore con lo stesso disturbo.
- Obesità, in quanto provoca una maggior pressione sulle articolazioni. Le donne tra i 50 e i 60 anni con l’artrosi dell’anca sono generalmente obese.
- Attività fisiche intense o lavori manuali pesanti, in quanto sovraccaricano l’articolazione e ne causano un’usura precoce.
- Malformazioni anatomiche come il ginocchio valgo, possono provocare una scorretta distribuzione del carico ed una maggior pressione in alcune zone rispetto ad altre.
- Calo degli estrogeni: le donne in menopausa sviluppano più facilmente la coxartrosi.
- Forti traumi che causano fratture articolari con conseguente periodo di immobilità possono provocare un ridotto apporto di nutrimento alla cartilagine e un aumento della rigidità.

Sintomi

Ulcere e Piaghe Diabetiche

Ulcere e Piaghe Diabetiche




L'ulcera è un epifenomeno di varie patologie (diabete, lesioni ateromasiche, traumi, decubito, insufficienza venosa cronica) con insufficiente apporto ematico periferico.
L'ulcera è una lesione esposta e, in quanto tale, infetta. Il binomio infezione-ipossia non permette la guarigione.
La pO2 a livello delle lesioni è di 5-10 mmHg, incompatibile con la vita cellulare, con la neo formazione vascolare, con la proliferazione leucocicaria (fagocitosi), per cui si sviluppa infezione.
A questo punto intervengono i leucociti che però proliferano a tensioni locali di ossigeno superiori ai 30-40 mmHg.
Si conclude che la tensione di ossigeno è la "conditio sine qua non" al biochimismo cellulare e quindi alle normali funzioni tessutali.

La cicatrizzazione è possibile in quanto il collageno, che è una proteina di tipo connettivale, può sintetizzarsi a partire dai fibroblasti.

Artrosi della colonna vertebrale - Sacroileite - Sindrome delle Faccette Articolari


- Artrosi della colonna vertebrale -

- Sacroileite -
- Sindrome delle Faccette Articolari -



    Artrosi della colonna vertebrale

    La colonna vertebrale è l’asse portante del corpo, si estende dal cranio alla pelvi e rappresenta l’asse fondamentale del tronco. È costituita dalle vertebre, ossa corte ed irregolari, disposte in serie l’una sopra l’altra articolate fra loro, che formano una lunga asta flessibile. Nella cavità centrale della colonna vertebrale trova protezione il midollo spinale e le radici dei nervi sensitivi e motori. Le faccette articolari connettono le vertebre fra di loro e sono dotate di una ricca innervazione. Tra le singole vertebre vi sono i dischi di fibrocartilagine che agiscono come ammortizzatori e che minimizzano l’impatto delle forze statiche e dinamiche a cui è continuamente sottoposta la colonna vertebrale.



Epicondilite (Gomito del tennista)

Epicondilite (Gomito del tennista)

 

L’epicondilite laterale o gomito del tennista provoca lesioni ai tendini del muscolo che si collegano alle ossa sulla parte esterna del gomito. Le lesioni sono provocate da un uso eccessivo e/o da movimenti ripetitivi, come ad esempio colpire una palla da tennis con una racchetta o compiere torsioni con un cacciavite. Nel corso del tempo, il gomito del tennista può causare un dolore costante sulla parte esterna dell’avambraccio. In alcuni casi, il dolore si può diffondere fino all’avambraccio e al polso.
Solitamente riposo e antidolorifici da banco contribuiscono ad alleviare il dolore, ma se i trattamenti conservativi non giovano o se i sintomi sono invalidanti, può essere necessario un intervento chirurgico.
Sintomi:

Neuroma di Morton

Neuroma di Morton


Il neuroma di Morton è una patologia che interessa il piede e si manifesta con un acuto dolore alla pianta del piede, localizzato alla base del 3° e del 4° dito (il 1° è l’alluce). Si tratta di un ispessimento del tessuto attorno ad uno dei nervi sensitivi interdigitali delle dita del piede, provocato da uno stimolo irritativo cronico di natura meccanica, che causa la crescita di tessuto cicatriziale fibroso intorno al nervo. Il termine neuroma è improprio in quanto indicherebbe una condizione tumorale del nervo, in questo caso assolutamente inesistente, trattandosi esattamente di una “fibrosi perineurale”: la continua frizione sul nervo delle adiacenti ossa metatarsali e del legamento intermetatarsale profondo determina la formazione di tessuto cicatriziale fibroso.

Ozono & Spalla


Ozono & Spalla





L'Ossigeno ozonoterapia viene molto utilizzata, con risultati eccellenti, nella terapia del dolore e nel recupero funzionale per le patologie dell'apparato Osteo-Articolare e Muscolo-Scheletrico, caratterizzate da spiccata sintomatologia dolorosa. Il suo impiego è efficace sia nelle affezioni infiammatorie acute, sia in quelle degenerativo-croniche. I risultati ottenuti evidenziano una spiccata efficacia nelle patologie a carico di tutte le articolazioni. L'ossigeno ozonoterapia spezza il circolo perverso rappresentato da: alterazione morfologica, dolore, contrattura muscolare antalgica, rigidità articolare, deficit funzionale. L’Ozono oltre ad abbassare costantemente la sintomatologia dolorosa, favorisce il rilassamento delle fasce muscolari coinvolte con conseguente recupero della flessibilità e funzionalità complessiva dell'articolazione.
L'ossigeno ozonoterapia, se correttamente applicata, dà risultati eccellenti nelle sindromi dolorose della spalla quali l'artrosi e la periartrite scapolo-omerale.

Ozono e Ginocchio (gonalgia)

OZONO E GINOCCHIO



L’artrosi del ginocchio colpisce generalmente i pazienti oltre i 50 anni di età ed è più comune in coloro che sono in soprappeso, tanto che la perdita di peso tende a ridurne i sintomi. Nell’insorgere di questa malattia può giocare un ruolo importante anche la predisposizione genetica. Altri fattori includono traumi al menisco, danni ai legamenti crociati e fratture alle ossa.
Sintomi
I sintomi dell’artrosi al ginocchio tendono a progredire al peggiorare della patologia ma è necessario tenere presente che il loro inasprimento non è costante nel tempo: è possibile trascorrere periodi di lieve dolore alternati a periodi di riacutizzazione del dolore. Per diagnosticare la corretta progressione della patologia, risulta quindi essenziale confrontare i sintomi durante un periodo di tempo di più settimane e non considerare solamente un giorno particolare.
I sintomi più comuni sono:
- Dolore, che solitamente si accentua con il movimento e si riduce con il riposo.
- Perdita di flessibilità e limitazioni nei movimenti Rigidità articolare.
 -Gonfiore e dolenzia dell’articolazione.
- Deformità dell’articolazione
- Dolore notturno

Visita medica

Patologie Osteoarticoloari

Patologie Osteoarticoloari


L’efficacia del trattamento con O2-O3 in campo ortopedico è acquisizione consolidata come dimostrano gli ormai innumerevoli dati disponibili in letteratura. Negli ultimi anni le infiltrazioni intra-articolari o peritendinee di ossigeno-ozono sono molto utili in caso di artrosi dolente e di riacutizzazioni infiammatorie di qualsiasi articolazione del corpo (spalla, ginocchio, gomito, mano, caviglia, piede etc). Per esempio nell’ambito della patologia del ginocchio le indicazioni all’utilizzo di questa metodica riguardano il trattamento delle condizioni artrosiche sia primitive che secondarie, delle affezioni osteocondrali e delle meniscopatie degenerative; mentre in caso di patologia della membrana sinoviale può ricoprire un ruolo di supporto alle terapie tradizionali (Gheza et al, 2003).

Sindrome da Stanchezza Cronica


SINDROME DA STANCHEZZA CRONICA


La sindrome da stanchezza cronica (o Chronic Fatigue Syndrome) è un disturbo dalle origini oscure che colpisce in prevalenza giovani e donne con una età media di insorgenza intorno ai 30 anni ed è molto rara negli anziani. La fatica cronica persiste solitamente per almeno 6 mesi, non viene alleviata dal riposo e spesso anzi viene aggravata da minimi sforzi compiuti.

Contratture Sindrome Miofasciale

 
Dolore muscolare nelle Contratture e
nella Sindrome Miofasciale
 
 
Nelle patologie a carico dell’apparato Muscolo-Scheletrico, caratterizzate da spiccata sintomatologia dolorosa, l’ossigeno-ozono terapia viene utilizzata con ottimi risultati. Il suo impiego è efficace nelle affezioni infiammatorie acute e traumatiche caratterizzate da dolore, deficit funzionale e contratture muscolari.
L'utilizzo dell'ossigeno-ozono terapia permette di spezzare il circolo perverso rappresentato da: alterazione morfologica, dolore, contrattura muscolare antalgica, rigidità articolare, deficit funzionale.
L’Ozono riduce la sintomatologia dolorosa, favorisce il rilassamento delle fasce muscolari coinvolte con conseguente recupero nella flessibilità e funzionalità complessiva dei muscoli e delle articolazioni.

ARTROSI

OSTEOARTROSI O ARTROSI




Definizione
L'osteoartrosi (OA) o artrosi è una malattia articolare cronica caratterizzata da lesioni centralmente, ove e’ il carico, degenerative e perifericamente, ove non c’e’ il carico, produttive, a carico della cartilagine delle articolazioni diartrodiali e da cambiamenti nell’osso sottostante i margini articolari.

Anatomia della cartilagine



CAPILLARI E CELLULITE

CAPILLARI E CELLULITE


I primi segni di una cattiva circolazione sanguigna a livello degli arti inferiori si manifestano con la comparsa di gonfiore e senso di pesantezza alle gambe, soprattutto verso la fine della giornata. Successivamente emergono altri disturbi, quali irrequietezza notturna degli arti inferiori, crampi e, talvolta, sensazione di bruciore sottocutaneo. In un terzo dei pazienti tali disturbi si associano a evidenti dilatazioni del sistema venoso superficiale: le teleangectasie (capillari ramificati) o le varici (dilatazioni permanenti di una più vene) del distretto appartenente alla vena safena interna (che va dal dorso del piede alla regione del femore) o esterna (dal lato del piede fino alla parte posteriore del ginocchio).
L'alterazione della microcircolazione e del drenaggio linfatico (eliminazione delle scorie operata dalla linfa) è responsabile di vari fenomeni , come la comparsa di cellulite, del gonfiore associato a indurimento e atrofia dei tessuti e delle macchie cutanee color ocra.