Emanuele Sbacchi - Terapia del Dolore - Ozonoterapia

OZONO E ANCA (Coxartrosi e Coxalgia) Caso Clinico

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OZONO E ANCA
Coxartrosi e Coxalgia



 L’artrosi dell’anca è una malattia degenerativa dell’articolazione dell’anca ed è caratterizzata da una progressiva erosione della cartilagine che riveste la testa del femore e l’acetabolo che l’accoglie.

Cause
Non esiste una vera e propria causa ma sono molteplici i fattori che favoriscono l’insorgenza di questa patologia:
- Età: nelle persone giovani e sane è pressoché inesistente.
Caratteristiche dell’articolazione: la grande mobilità dell’anca la rende più esposta all’usura e il carico corporeo ne aumenta la compressione tra le ossa.
Ereditarietà: i pazienti che soffrono di artrite hanno almeno un genitore con lo stesso disturbo.
Obesità, in quanto provoca una maggior pressione sulle articolazioni. Le donne tra i 50 e i 60 anni con l’artrosi dell’anca sono generalmente obese.
Attività fisiche intense o lavori manuali pesanti, in quanto sovraccaricano l’articolazione e ne causano un’usura precoce.
Malformazioni anatomiche come il ginocchio valgo, possono provocare una scorretta distribuzione del carico ed una maggior pressione in alcune zone rispetto ad altre.
Calo degli estrogeni: le donne in menopausa sviluppano più facilmente la coxartrosi.
Forti traumi che causano fratture articolari con conseguente periodo di immobilità possono provocare un ridotto apporto di nutrimento alla cartilagine e un aumento della rigidità.

Sintomi

Il sintomo principale è il dolore a livello dell’anca che può irradiarsi fino all’inguine e alla parte anteriore interna della coscia fino al ginocchio. Le fitte sono più acute all’inizio dei movimenti poi regrediscono man mano l’articolazione “si scalda” e scompaiono quando ci si ferma. Il dolore è molto intenso al mattino appena il paziente si alza dal letto, ma in mezz’ora circa dovrebbe scomparire.

Se si cammina o si sta in piedi a lungo oppure se si fanno sforzi è possibile che dopo 20-30 minuti il dolore si riacutizzi. Negli ultimi stadi della coxartrosi il fastidio si avverte anche da fermi e, soprattutto, di notte.
La sintomatologia comprende la difficoltà a stare seduti in maniera composta: il soggetto colpito da artrosi dell’anca può sedersi in una posizione antalgica appoggiando solo sull’anca sana. Il paziente che soffre di coxartrosi tenterà infatti di alleviare i sintomi mantenendo posizioni scorrette, provocando un sovraccarico dell’anca opposta e della schiena.
I sintomi dell’artrite tendono a progredire al peggioramento della patologia, però non sempre progrediscono in modo costante nel tempo: spesso i pazienti riferiscono di periodi senza dolore alternati a periodi di acutizzazione del dolore. Di questa caratteristica è importante tener conto perché è necessario, in fase di diagnosi, confrontare i sintomi di artrite dell’anca nel loro complesso e non riferiti ad una giornata particolare.

Quando ricorrere al medico
Se si avvertono i sintomi, la prima cosa da fare è sottoporsi alla visita del proprio medico di famiglia, che dovrà controllare l’anamnesi del paziente e visitarlo attentamente per capire la zona esatta del dolore, i movimenti che lo producono e in quali momenti della giornata si presentano i sintomi. L’esame strumentale più adatto per identificare la coxartrosi è la radiografia. La lastra mostra eventuali altre modifiche nell’osso come la formazione di osteofiti e di addensamenti o rarefazioni ossee.


Fattori di rischio
L’artrite dell’anca colpisce in genere i pazienti oltre i 50 anni di età ed è più comune nelle persone in soprappeso. Questa patologia presenta anche una predisposizione genetica. Gli altri fattori comuni che possono contribuire a sviluppare l’artrite dell’anca comprendono le lesioni traumatiche e le fratture alle ossa.

Trattamenti e farmaci
Il trattamento dell’artrite dell’anca dovrebbe iniziare gradualmente con accorgimenti progressivamente più importanti per arrivare, se necessario, anche all’intervento chirurgico. Non tutti i trattamenti sono adeguati in ogni paziente. È quindi importante il colloquio con il medico per valutare i trattamenti più opportuni, che possono includere:
Perdita di peso: probabilmente uno dei più importanti ma tra i meno realizzati. Meno peso l’articolazione deve portare, minore sarà il dolore durante le attività quotidiane.
Modificare lo stile di vita: ovvero cambiare il modo in cui si affrontano determinate attività o ricorrere ad ausili per la deambulazione: l’uso di un bastone o di una stampella può contribuire a ridurre il peso e lo sforzo sull’articolazione artritica.
Rinforzare i muscoli: Rinforzare i muscoli che intervengono nel movimento dell’articolazione dell’anca può aiutare a ridurre il dolore. Prevenire l’atrofia dei muscoli è una componente importante per mantenere in funzione l’anca.
Farmaci antinfiammatori (FANS) e antidolorifici: Sebbene efficaci nel controllo del dolore, devono sempre essere assunti sotto controllo medico. E’ importante ricordarne i possibili effetti collaterali sia a livello dello stomaco (gastrite, ulcera) che a livello renale e del fegato. L’assunzione di altri farmaci (inibitori di pompa protonica, protettori gastrici) che riducono (ma non annullano!) gli effetti sullo stomaco può comportare altri effetti collaterali.
Acido ialuronico intrarticolare: L’acido ialuronico è un componente fondamentale del liquido sinoviale, cioè del liquido presente nelle nostre articolazioni che proteggere la cartilagine dall’usura. Il liquido sinoviale, infatti, nutre la cartilagine e funziona anche come ammortizzatore. Il naturale processo di invecchiamento riduce progressivamente la quantità di liquido sinoviale nelle articolazioni e, mancando il lubrificante, aumentano gli attriti all’interno delle articolazioni. L’acido ialuronico ha dimostrato di essere particolarmente efficace nella cura e nella prevenzione dell’artrosi. Le infiltrazioni all’interno dell’articolazione possono ridurre il dolore da subito ed accelerare i processi riparativi, specie nelle artrosi di media e modesta entità. Questi trattamenti non permettono certo di ricostituire una cartilagine usurata ma in molti casi permettono di ritornare a svolgere quelle attività quotidiane che si erano progressivamente abbandonate e di ritardare l’intervento chirurgico. La sua azione è di lunga durata ed sufficiente ripetere la infiltrazione ogni 6-12 mesi. L’articolazione dell’anca è però difficilmente raggiungibile senza un adeguato sistema di guida. Per questo motivo le somministrazioni intrarticolari dell’anca devono essere effettuate esclusivamente con guida ecografica.
Ozonoterapia.  L’azione antinfiammatoria della miscela di Ossigeno-Ozono ha determinato il suo uso anche a livello articolare, inizialmente nell’articolazione del ginocchio, negli ultimi anni anche nell’anca, sia all’interno dell’articolazione che nelle sue immediate vicinanze (infiltrazione periarticolare).

Associazione Ozonoterapia-Acido ialuronico. Rappresenta una terapia caratterizzata dall’azione di due sostanze che si sommano, all’azione antinfiammatoria dell’ozono si somma infatti la capacità lubrificante dell’Acido ialuronico. L’Acido ialuronico ad alto peso molecolare iniettato nell’articolazione con guida ecografica e la somministrazione di ozono nelle sue immediate vicinanze (infiltrazione periarticolare) permette una remissione della sintomatologia in breve settimane e per lungo periodo.

Caso Clinico: Donna, anni 62, lavoro usurante, 
Diagnosi: artrite sistemica e coxartorsi; 
Dopo avere eseguito ciclo di ossigenoozonoterapia per lombosciatalgia e cervicobrachialgia (infiltrazioni locali + GAET), a seguito del persistere del dolore all'anca (coxalgia) di procede con singola infiltrazione ecoguidata di ac ialuronico ad alto peso molecolare (previa infiltrazione di anestetico locale); si rivaluta dopo 3 e 7 gg (infiltrazione eseguita in data 24.05.2013) e si attesta completa risoluzione della sintomatologia algica e dolore lieve nel sito di infiltrazione (assolutamente normale), si rassicura la paziente (il dolore scomparire in poche settimane); si continua con infiltrazioni di ossigenoozono periarticolare con cadenza settimanale per 4 settimane.

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